Pro e contro della plastica

pro e contro della plastica

Pro e contro della plastica: è un problema o lo è il modo in cui viene gestita?

È bene forse porsi qualche domanda in più in una società che, sempre più spesso, demonizza questo materiale. Nel tempo, la plastica si è affermata nella materialità del nostro quotidiano, traducendosi in benessere e modernizzazione della vita. Le materie plastiche sono parti costituenti e talvolta anche essenziali di un numero sempre maggiore di prodotti: arredamento, elettronica o per uso personale.

Imballaggi, articoli per la casa, informatica, igiene e cosmesi, design, sport, vestiario e accessori, conservazione degli alimenti, sanità. Sono soltanto alcuni degli ambiti in cui si inserisce a buon titolo la plastica.

Pro e contro della plastica: qual è la percezione

Sulla percezione che la gente ha della plastica l’opinione chiaramente si divide: da un lato, c’è chi la ritiene un materiale insostituibile, versatile e riciclabile, ma dall’altro c’è chi le attribuisce la colpa dell’inquinamento nel mondo intero. Appunto, la colpa. Non la responsabilità!

Da un articolo dell’anno scorso, emergono numeri raccapriccianti legati proprio all’inquinamento da plastica. Si legge infatti che “metà di tutta la plastica prodotta è stata realizzata solo negli ultimi quindici anni e che la produzione della stessa è aumentata in modo esponenziale dai 2,3 milioni di tonnellate del 1950 ai 448 milioni di tonnellate del 2015. Un dato che dovrebbe raddoppiare dal 2050. Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono dalle nazioni costiere negli oceani, che equivale a buttare cinque buste di immondizia ogni 30 centimetri di costa in tutto il mondo”.

Plastica e inquinamento: chi è il vero responsabile?

La plastica impiega tanto, troppo tempo per degradarsi. Vent’anni per un sacchetto di plastica, trent’anni per un bicchiere da asporto, ben duecento anni per le cannucce e persino quattrocentocinquant’anni per le bottiglie di plastica. La lista, purtroppo, potrebbe proseguire all’infinito, così come infiniti per fortuna sono anche i suoi possibili impieghi, se riciclata come merita.

La plastica infatti, emancipata dal disvalore che le viene attribuito, consente un riutilizzo illimitato grazie alle proprietà di materiale poliedrico che la caratterizzano.

Chimicamente inerte, leggera e altamente versatile, può essere facilmente lavorata con basso consumo di energia e può essere raccolta e riciclata con facilità.

Aspetti negativi e positivi che dipendono da un unico fattore: il post utilizzo che ne fa l’uomo.

Le azioni più frequenti ad oggi sono due: la dispersione nell’ambiente (purtroppo ancora molto frequente, dati i numeri legati all’inquinamento) e il conferimento corretto e differenziato che ne permetterebbe, in seconda battuta, il riciclo e il reimpiego.

Plastica sì o plastica no?

Quello nei confronti della plastica, si sa, è un rapporto di amore e odio. C’è stato e rimane ancora forte un atteggiamento di demonizzazione nei suoi confronti, in quanto materiale inquinante. Verissimo, ma lo è a causa del mancato smaltimento e del non corretto riciclo.

La sfida fra i pro e i contro della plastica dovrebbe muoversi su due fronti essenziali: da un lato, puntare sull’educazione dei cittadini, migliorando e aumentando le percentuali di raccolta differenziata e, dall’altro, investire sugli impianti di destinazione finale che raccolgono, selezionano e riciclano la plastica, dandole nuova vita.

Il mondo ha bisogno del nostro impegno e della nostra piena e autentica consapevolezza.

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